Il ritratto di famiglia: la sintesi perfetta per il giorno del sì

Da secoli, la famiglia, è ispirazione per la fotografia e l’arte. Soggetto mutevole e classico, lega profondamente con l’obiettivo fotografico creando un mix dal sapore vintage.

Si sa che l’elemento affettivo è quello più potente, viscerale, che accomuna gli essere umani. IL passato, si sa, ritorna sempre. Con nostalgia e stupore, con tristezza e felicità, talvolta improvvisando sentieri mai conosciuti. Il maestro Ferdinando Scianna ha contribuito al consolidamento del concetto del ritratto di famiglia nell’ambito della fotografia realistica. La fotografia, spesso, crea delle vere e proprie storie, racconti di vita vissuta, fotogrammi dell’anima, istanti d’amore. L’esempio pratico di ciò è il ritratto di famiglia che può diversificarsi in due tipologie: la sequenza narrativa e la storia vera e propria, un pò come sta accadendo adesso nel mondo dei social network. Una voce narrante e lo sfondo della storia realizzato con le immagini. Fotografie diverse, i momenti,  legate da un filo conduttore, il sentimento.

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Come in tutte le storie, c’è un finale. In uno sguardo ci sarà sempre un significato nascosto, pronto ad emergere nel “just in time” come dicono gli inglesi.

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Come disse Isabel Allende: “La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. È una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà.”

A cura di

Alessandra Capasso

Storia di un autore

Non ero uno scrittore ma un mezzo pittore che nei disegni annegava il suo dolore.
Dai pennelli pieni di tinte e calore passai ai freddi negativi privi di colore.
Non ho avuto maestri e non ho dipinto quadri d’autore,ma solo disegni in assoluto silenzio senza rumore.
Tutto nasceva quando rimanevo da solo e su di un foglio bianco la mia mente creava volti e non solo.
Amavo il rosso ,l’azzurro e l’arancione,oggi fotografo cieli grigi e privi di sole.
Non sono un artista e non fotografo solo per lavoro,ma in ogni scatto ci metto cuore e tanto amore.
Poveri quei ciechi che non vedono tutto ciò,perché loro sono ricchi di altro ed io povero morirò … Poveri coloro che non vedranno ciò che io vedo,il loro mondo è piatto e prive d’immagini d’impatto.
Un altro giorno è terminato,ed oggi poco ho fotografato ,adesso però su di un foglio vuoto sempre di foto ho narrato.
Alla fine di questa storia una cosa ho imparato,che siano cieli grigi o colori esagerati, su di una foto e’sempre bello immortalarli….

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