Il ritratto di famiglia: la sintesi perfetta per il giorno del sì

Da secoli, la famiglia, è ispirazione per la fotografia e l’arte. Soggetto mutevole e classico, lega profondamente con l’obiettivo fotografico creando un mix dal sapore vintage.

Si sa che l’elemento affettivo è quello più potente, viscerale, che accomuna gli essere umani. IL passato, si sa, ritorna sempre. Con nostalgia e stupore, con tristezza e felicità, talvolta improvvisando sentieri mai conosciuti. Il maestro Ferdinando Scianna ha contribuito al consolidamento del concetto del ritratto di famiglia nell’ambito della fotografia realistica. La fotografia, spesso, crea delle vere e proprie storie, racconti di vita vissuta, fotogrammi dell’anima, istanti d’amore. L’esempio pratico di ciò è il ritratto di famiglia che può diversificarsi in due tipologie: la sequenza narrativa e la storia vera e propria, un pò come sta accadendo adesso nel mondo dei social network. Una voce narrante e lo sfondo della storia realizzato con le immagini. Fotografie diverse, i momenti,  legate da un filo conduttore, il sentimento.

14291852_1315027438515591_5669214632249764157_n14237489_1310320892319579_3258241698348290528_n14192652_1304693949548940_7622484991514612932_n

Come in tutte le storie, c’è un finale. In uno sguardo ci sarà sempre un significato nascosto, pronto ad emergere nel “just in time” come dicono gli inglesi.

13325581_1233509693334033_4578428763935111016_n13620055_1259183090766693_6617189903000607696_n13260014_1229438613741141_6901889633696050430_n

Come disse Isabel Allende: “La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. È una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà.”

A cura di

Alessandra Capasso

Il mare come location ideale per un set fotografico

Da sempre il mare è l’ispirazione dell’arte. Sfondi paesaggistici interamente dedicati all’infinito dell’h2o, la poesia dell’animo umano in versione liquida. 

Il mare come protagonista indiscusso di varie arti figurative: fotografia, pittura, letteratura, cinema.

IMG-20170131-WA0004

In questa foto c’è l’essenza dell’amore: una ridente sposa che cammina lungo la battigia con il suo cane, sulla spiaggia di Capomiseno. La luce, catturata nell’immagine, riflette i raggi naturali del sole che creano uno specchio nelle onde del mare. Un istante magico, come il giorno delle nozze.

A cura di

Alessandra Capasso

 

 

Illumina

Mi accarezza e mi evidenzia, mi riscalda e mi consente di vedere.
È molto più veloce di qualsiasi altra cosa al mondo, la si può gestire, ma non catturare.
È la prima cosa che vediamo, e anche l’ultima …
Ci da vita, un mondo senza di essa non lo si può immaginare.
Io con essa ci lavoro.
Ho imparato a misurarla ed a dosarla.
Ho imparato a capire quando e’ piu forte, spesso aspetto che si calmi.
Dopo una lunga giornata, arrossisce prima di andar via.
Quando ne ho bisogno la cerco sempre, non sarei neanche capace di mettere la chiave nella serratura.
Ci fa vedere cose belle e anche le cose brutte.
Tutti mi vedono quando c’incrociamo, m’ illumina.
Grazie di non farci essere solo una voce, grazie luce..

Un attimo per sempre….

Riflettendo ad alta voce

Finalmente ritaglio un po’ di tempo per scrivere qualche riga sulla mia passione.

Spero di essere sempre più presente sul blog e analizzare le infinite sfumature che in essa si nascondono.

Pensando che non tutto già sia stato fatto, e che l’errore più frequente che i colleghi commettono e’ quello di clonare inquadrature,tecniche e, come già accaduto, approriarsi di scatti dalla rete.

Nel mio caso?

Sto usando l’attrezzatura digitale solo per i lavori, e ho riacquistato macchine analogiche per le mie ricerche personali.

Vi chiederete perché fare un “ritorno al passato?”.

La risposta e’ molto semplice, per tutelare tutti i miei innumerevoli anni dedicati alla fotografia ed evitare che un geniale intrapendente neo fotografo professionista, ricostruisca tutto quello che vede con un misero computer da quattro soldi.

E poi diciamola tutta bella e cruda,  sono tutti maghi della fotografia con una reflex di 400€ tra le mani.

Vorrei vederli scattare con una bella macchina analogica e dopo lo scatto guardare il dorso e non vedere nulla….chissà quanti dubbi e ansie gli verrebbero.

Solo immaginare la scena mi fa sorridere.

Concludo con una frase che mi disse il grande “Joe Oppedisano” ad una cena nel 2009 : “Il computer può’ fare solo l’1% di quello che è capace di fare il cervello umano”.

Vorrei sapere voi tutti, fotografi e fotografati, come vivete l’era digitale

e cosa ne pensate in merito,

in base alle vostre esperienze personali.

    Social