Riflettendo ad alta voce

Finalmente ritaglio un po’ di tempo per scrivere qualche riga sulla mia passione.

Spero di essere sempre più presente sul blog e analizzare le infinite sfumature che in essa si nascondono.

Pensando che non tutto già sia stato fatto, e che l’errore più frequente che i colleghi commettono e’ quello di clonare inquadrature,tecniche e, come già accaduto, approriarsi di scatti dalla rete.

Nel mio caso?

Sto usando l’attrezzatura digitale solo per i lavori, e ho riacquistato macchine analogiche per le mie ricerche personali.

Vi chiederete perché fare un “ritorno al passato?”.

La risposta e’ molto semplice, per tutelare tutti i miei innumerevoli anni dedicati alla fotografia ed evitare che un geniale intrapendente neo fotografo professionista, ricostruisca tutto quello che vede con un misero computer da quattro soldi.

E poi diciamola tutta bella e cruda,  sono tutti maghi della fotografia con una reflex di 400€ tra le mani.

Vorrei vederli scattare con una bella macchina analogica e dopo lo scatto guardare il dorso e non vedere nulla….chissà quanti dubbi e ansie gli verrebbero.

Solo immaginare la scena mi fa sorridere.

Concludo con una frase che mi disse il grande “Joe Oppedisano” ad una cena nel 2009 : “Il computer può’ fare solo l’1% di quello che è capace di fare il cervello umano”.

Vorrei sapere voi tutti, fotografi e fotografati, come vivete l’era digitale

e cosa ne pensate in merito,

in base alle vostre esperienze personali.

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